Leggo sul THE GUARDIAN del 16 Luglio 2001 (inserto sui "media") e vi riporto la
questione. L`alta corte ha sentenziato che gli "internet service providers"
(ISPs) non sono responsabili per il contenuto dei siti ospitati. Nel caso in
ispecie alcuni utenti avevano rilvelato l`identita` di due uomini che avevano
commesso un omicidio nel 1993(la necessita` di proteggere i due nasceva dagli
intenti di vendetta manifestati dai parenti della vittima). Il presidente
dell`alta corte, il quale, tra l`altro, e` responsabile dell`applicazione
dell`ingiunzione che proteggeva i due omicida, ha ritenuto che tale ingiunzione
fosse inadeguata nei confronti di internet. Per il diritto britannico la
illegalita` della pubblicazione attiene a tutti i "media", tuttavia, secondo il
giudice, internet non vi rientrerebbe, in quanto sarebbe qualcosa di
differente. D`altra parte la situazione e` complicata dalla natura del web;
molti siti, infatti, sono ospitati su server stranieri, al di fuori quindi della
giurisdizione britannica. La decisione puo` avere notevoli conseguenze per la
liberta` del net allorche` ne discende la riconosciuta impossibilita` per gli
ISPs di controllare il contenuto dei siti. Prima di questa decisione l`idea
era che l`ISP dovesse attivarsi per evitare di ospitare siti "contra ius". Dopo
questa decisione quindi occorre riconoscere che la responsabilita` degli ISPs
sussistera` solo qualora questi abbiano avuto notizia di un sito illegale e
tuttavia non si siano attivati per chiuderlo. Qui trovate il testo in lingua
originale del THE GURDIAN
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