Faq sul diritto
d'autore -- (pubblicazione: agosto 2001) Faq sul diritto
d’autore di Michele Di Pisa mdipisa@systems.it
Il seguente scritto
viene pubblicato poichè fornisce facili ed immediate
risposte circa la tutela del diritto d'autore. Occorre tuttavia
precisare che... NOTA dell'
AUTORE:... la materia è fortemente in evoluzione. Ad esempio è già pronto (ma non firmato)
il regolamento di attuazione della legge che precisa e cambia parecchie cose.
Inoltre è intervenuta una sentenza del tribunale di Torino che sancisce il non
obbligo, rebus sic stantibus, del bollino Siae. Tutto ciò richiede una
messa a punto... Michele di Pisa La nuova
legge sul diritto d’autore ha creato in molti lettori perplessità e dubbi.
In molti ci hanno scritto chiedendoci cosa era lecito e cosa no, quali le
pene... Abbiamo raccolto le domande che ci sono state poste e ne abbiamo
aggiunte altre per realizzare questo dossier utile per chiunque voglia
creare un sito, registrare un film, fotocopiare un libro o ascoltare un
mp3
Che differenza c'è tra copyright e diritto d'autore?
Formalmente nessuna. In pratica tanta. Mi spiego: col termine inglese
copyright si intende prevalentemente il regime americano del diritto
d'autore; con la dizione italiana si intende prevalentemente il regime
italiano o europeo. E vi assicuro che per quanti lavorano in questo
settore le differenze non sono poche. Perché, mentre negli Usa, quando
l'autore (o l'esecutore, o il cantante) hanno svolto il compito affidato o
hanno consegnato all'editore l'oggetto del loro lavoro e hanno percepito
il compenso pattuito, tutti i diritti successivi allo sfruttamento
commerciale vanno in capo al solo editore. Con il regime europeo del
diritto d'autore, invece, anche se sono stati lautamente pagati quando
hanno effettuato la loro prestazione, scrittori, autori, cantanti,
esecutori, e ultimamente anche doppiatori e traduttori reclamano ulteriori
pagamenti per tutte le volte che l'opera viene stampata, eseguita in radio
o alla tv, trasportata su videocassetta o dvd, o comunque utilizzata.
Un amico mi ha detto che il bollino Siae va apposto direttamente
sul cd-rom. Ma cosa succede se con la velocità con cui girano si
stacca e rovina il lettore di cd-Rom? Chi mi ripaga i danni? La Siae, il
produttore del software, lo Stato? La sua informazione è esatta e la
legge non ammette deroghe: il bollino va apposto sul "supporto", quindi
sul cd, anche se le modalità di apposizione debbono ancora essere
determinate dal regolamento di attuazione che, molto in teoria, dovrebbe
essere approvato entro 180 giorni dall’entrata in vigore. Intanto
bisogna applicare quello cartaceo attuale con tutti i rischi che Lei
paventa. Il guaio è che se per caso il bollino si stacca nessuno può
essere chiamato a rispondere e, almeno che non ci sia una evidente
negligenza del produttore, i danni sono tutti suoi. Ma c’è di più: il
bollino cartaceo squilibra il cd Roma impedendone una lettura corretta.
Ciò equivale a impedire l'acquisto di lettori veloci.
Siti
Internet
1. Mi piacerebbe sul mio sito mettere a disposizione di
tutti alcuni file wav che ho realizzato, in maniera abbastanza
artigianale, registrando con un registratore dalla televisione, un dialogo
di un film in videocassetta. Vorrei in questo modo crearmi dei file wav
con i pezzi più significativi del film ("Stalker" di A. Tarkovsky). Posso
farlo oppure incorro in qualche divieto ? Alcuni siti americani lo
fanno (con altri film certamente) e fino ad oggi non hanno avuto problemi.
Ciò non toglie che occorra un permesso della casa cinematografica,
almeno che le frasi non vengano inserite in un contesto che possa essere
considerato l'esercizio del diritto di critica o non siano delle mere e
brevi citazioni come i virgolettati di un libro. In questi due ultimi
casi, comunque, occorre citare (almeno con un rimando interno o un link)
il regista, il testo da cui è tratta l'opera, il titolo del film e la casa
che lo ha prodotto.
2. Se dello stesso film mi sono scaricato
delle foto da un altro sito come mi devo regolare per metterle anche sul
mio ?
Per le foto vale la stessa cosa che si è detto per i brani
di dialogo e non ha alcuna importanza che l'immagine sia stata presa da un
altro sito o direttamente dal film. Va ricordato inoltre che le case
cinematografiche al momento del lancio in genere distribuiscono alla
stampa una serie di foto raramente tratte dal film (per ragione di qualità
dell'immagine) ma realizzate appositamente e dette "foto di scena". Per
convenzione si intende che l'uso di queste foto venga concesso
gratuitamente alla stampa per motivi promozionali. Di conseguenza anche un
sito, che è un'altra forma di stampa, può utilizzarle, ovviamente
citandone sempre (con link o rimandi interni) la paternità.
3.
Vorrei realizzare un sito, non professionale, dove fornire in una modalità
particolare informazioni sui percorsi dei trasporti pubblici della mia
città. Tali informazioni sono reperibili gratuitamente su internet sul
sito delle aziende di trasporto. Volevo chiedere se è legale utilizzare
tali informazioni sul mio sito così come le trovo in rete o devo
richiedere delle autorizzazioni. Le informazioni cui si riferisce sono
informazioni di servizio pubblico, per altro spesso fornite anche da
aziende pubbliche. Per pubblicarle non occorre alcuna autorizzazione. Per correttezza (ma solo per correttezza), oltre che per dare maggiore
autorevolezza all'informazione e prendere le distanze nel caso in cui
questa non sia aggiornata (arrecando qualche danno ai terzi che le usano),
è consigliabile citare sempre la fonte.
4. Salve! Vorrei
sapere se e' illegale pubblicare su un sito personale ritagli di articoli
comparsi su riviste in vendita in edicola. Per farlo, se e' possibile,
bisogna richiedere autorizzazioni? e se si trattasse di un sito
commerciale? Non occorre alcuna autorizzazione neanche se l'uso è
commerciale. Durante la fase di discussione della recente legge che
aggiorna la normativa sul diritto d'autore la Federazione degli editori di
giornali (Fieg) ha brigato per fare in modo che la riproduzione dei
ritagli stampa comportasse il pagamento di una royalty ai giornali dai
quali sono tratti ma il Parlamento non ha recepito questa istanza. Ovviamente non si deve dimenticare di citare la fonte, l'autore e
possibilmente anche la data (ma questa serve soprattutto al lettore).
5. Ho da tempo ideato (primo in Italia, e forse nel mondo) un
sito che offre un servizio particolare: ritrovare veicoli rubati. Ho
appena scoperto un sito che offre lo stesso servizio, con contenuti e
forma molto simili al mio, e che oltretutto vanta pure di avere avuto
l'idea. Sono a conoscenza che in rete tutto o quasi è permesso, ma come
posso tutelarmi o difendermi da questi o altri che, per di più si
prefiggono di cacciare il ladro, ma come si dice "predicano bene e
razzolano male" ? Negli Stati Uniti avrebbe potuto brevettare la sua
idea anche se tale pratica è molto discussa e discutibile. In Italia, se
il suo emulo non ha copiato materialmente nulla dal suo sito tranne l'idea
non può fare nulla tranne che per quanto riguarda la millantata priorità.
Se lei è in grado di dimostrare la priorità del suo sito, può intimare al
suo emulo di non vantarsi di priorità che non ha. Al limite se questo
fatto può averle recato di danni economici, può chiedere il risarcimento
dei danni: ma l'avverto che i danni, nonostante le facili promesse di
certi avvocati a caccia di clienti, per essere chiesti debbono essere
reali e vanno dimostrati.
6. Il mio sito dovrebbe contenere
un'animazione introduttiva con musica e dei file mp3 da scaricare. Non
voglio violare il diritto di autore, perciò vi chiedo se è vero che posso
includere solo musiche "rimasterizzate", anche di opere famose, quelle che
posso scaricare liberamente da siti non "pirata". Se invece decidessi di
utilizzare qualche opera musicale protetta da copyright, come posso farlo?
(pagare i diritti alla Siae? contattare la casa discografica?). Se lei
usa brani musicali i cui autori siano morti da oltre 70 anni e le cui
esecuzioni ne abbiano più di cinquanta non ha bisogno di chiedere permessi
a nessuno. Diversamente deve chiedere il permesso ai titolari del
copyright e dei diritti orchestrali ,che spesso si identificano nella casa
discografica che li ha editati. Senza il permesso dei titolari del diritto
neppure la Siae può autorizzarla, a meno che gli autori non le abbiano
conferito un esplicito mandato di rappresentanza.
7. Vorrei
fare un sito internet sul mio piccolo paese. Mi domandavo: se metto
delle foto di case devo chiedere il permesso ai proprietari? 8. se
metto delle foto di monumenti devo chiedere il permesso al comune? 9.
se metto delle foto di chiese devo chiedere il permesso al parroco?
Non occorrono permessi di sorta. L'unico problema potrebbe nascere per
le immagini delle case dei privati nel caso in cui gli interessati possano
sentirsi lesi nella loro privacy, ma ciò dipende dal contesto del sito e
dalle intenzioni (vere o presunte) che possono stare alla base della
scelta delle abitazioni. Ad esempio se Lei mette delle immagini di
abitazioni private per testimoniare il dissesto urbanistico o altri
elementi negativi o che comunque potrebbero causare dei disturbi agli
interessati, questi potrebbero risentirsi e, se lei non è in grado di
sostenere con documenti inoppugnabili le scelte fatte potrebbe avere
qualche problema.
10. Sono un giovane fotografo amatoriale e
fotografo specialmente durante i concerti musicali. Ora vorrei esporre le
mie foto su un sito e metterle a disposizione di tutti. Inoltre sarei
interessato anche a venderle a privati tramite il sito web. Posso farlo o
rischio di violare il diritto all'immagine degli artisti che tengo a
precisare sono stati fotografati durante manifestazioni pubbliche dove non
vi era alcun divieto di fotografare e non durante vita privata o
manifestazione ove era posto il divieto di fotografare? Non rischia
niente. Il concerto è un avvenimento pubblico e anche l'artista è un
personaggio pubblico che accetta, appunto per questa scelta di vita, gli
inconvenienti della notorietà. Con le sue foto può fare tutto quello che
vuole: metterle sul sito, venderle o regalarle. Il solo limite è che
non può utilizzare le immagini riprese ad esempio per delle campagne
pubblicitarie concepite in modo da dare da intendere che l'artista sia un
testimonial del prodotto pubblicizzato. Un esempio che amo ripetere è che
il fotografo può riprendere quante volte vuole una Ferrari e fare delle
sue foto tutto quello che vuole; tuttavia, senza l'autorizzazione della
casa di Maranello, non può utilizzarle per la campagna pubblicitaria di
una benzina o di olio minerale né in qualsiasi altro modo che tenda a
trasferire sul prodotto pubblicizzato la notorietà e l'immagine del
Cavallino rampante.
11. Posso mettere nel mio sito link ad
altri siti? Si può, ma con certi limiti. Recentemente, ad esempio, il
New York Times ha intimato ad Amazon.com di non riportare, sia pure con
dei link, la propria graduatoria dei primi dieci libri della settimana in
modo da spingerne la vendita. Gli stessi link all'interno di
recensioni critiche, invece, venivano tollerati. Il concetto è che se, per
trarne un profitto commerciale, tu utilizzi il link ad un mio contenuto
esclusivo, per il quale io ho investito denaro devi riconoscermi una
royalty o una compartecipazione sul tuo vantaggio economico.
12. Cosa sono i deep link? Sono legali? Sono dei link
fatti direttamente alla directory e al file che viene richiamato dal sito
lincato per la visualizzazione dei contenuti. Il materiale appare in una
finestra del sito lincante e l'utente non ha la possibilità di vedere qual
è la fonte vera dell'informazione. Il deep link è scorretto e contro legge
in quanto configura un'appropriazione del contenuto altrui: è come se io
prendessi un libro, strappassi la copertina originale e la sostituissi con
una copertina nuova con il mio nome e cognome al posto di quelli
dell'autore.
13. Se faccio una foto di un personaggio famoso
la posso mettere nel sito? Sì. Appunto perché "famoso" il personaggio
ritratto ha accettato gli inconvenienti della notorietà. Vedi anche la
risposta n.ro 10 di questa sezione.
14. Posso mettere foto di
persone prese per la strada sul mio sito? E' possibile, ma bisogna
farlo con molta attenzione, in particolare per quanto riguarda il contesto
nel quale le foto sono inserite. Se il contesto è negativo e qualcuno si
riconosce nelle foto pubblicate si possono correre dei guai. Chi scrive
anni fa ha dovuto subire una condanna perché una signora sposata da anni
ha creduto di riconoscersi nella foto di una sposina belga (di cui
l'articolo citava nome e cognome) violentata poche ore prima delle nozze.
La rassomiglianza con la foto era innegabile, ma non è servito a nulla
dimostrare né la fonte della notizia né che la foto era stata acquistata
da un’agenzia americana. Non è servito neppure offrire alla parte
interessata la pubblicazione di una nota di precisazione. Per
l'interessata, ma soprattutto per il suo avvocato, quella circostanza era
un terno al lotto da sfruttare per spremere dei quattrini. E un giudice ha
dato loro ragione.
15. Ho un sito sulla letteratura italiana:
posso mettere brani tratti da autori viventi come Umberto Eco o devo
chiedere loro il permesso? Chiedere il permesso dovrebbe essere la
regola d'oro da seguire sempre. Può capitare, però, che per quanto si
tratti di autori noti, non sia facile o possibile rintracciarne gli
indirizzi, in particolare per molti autori stranieri. In questo caso
bisogna partire sempre dal contesto: se lei, per esempio, sta realizzando
un'antologia della letteratura online può rifarsi alla norma che consente
la riproduzione di brani all'interno di una raccolta antologica (per
quelle cartacee ne è previsto il deposito presso un apposito ufficio della
Presidenza del Consiglio) senza richiedere un'autorizzazione preventiva -
cosa, però, che non esime dal pagamento di un "equo compenso" in una
misura analoga a quella fissata sempre dalla Presidenza del Consiglio per
le medesime antologie cartacee. Non occorrono né permessi né compensi
per le semplici citazioni o se il brano è riportato all'interno di un
testo di critica letteraria.
16. Se desidero mettere su un
sito della musica di una cantante a chi mi devo rivolgere? Un
indirizzo facilmente reperibile è quello della casa discografica. Se
conosce l'indirizzo del cantante, però, si rivolga direttamente
all'interessato: in primo luogo la casa discografica potrebbe avere
solo il permesso di pubblicare il brano, ma non quello di concedere a
terzi questo stesso permesso; poi, è possibile che il cantante si dimostri
meno venale. In ogni caso, se il cantante ha ceduto ad altri tutti i
diritti sul brano è certamente in grado di mettervi sulla strada giusta.
17. E se la Siae non mi risponde? La Siae non ha la
facoltà di dare tali permessi. Il suo compito è prevalentemente quello di
riscuotere alcuni diritti per conto dei suoi associati, in particolare (ma
non solo) quelli relativi alle esecuzioni pubbliche e vigilare sulla
pirateria.
18. Se devo mettere sul mio sito della musica
autoprodotta come devo fare? 19. Devo pagare qualche cosa? Non
deve fare né pagare assolutamente nulla. Mi lascia perplesso, però, la
lettura che si potrebbe dare dell'articolo 10 della nuovissima legge: “Art. 181-bis. - 1. ... la Società italiana degli autori ed editori
(SIAE) appone un contrassegno su ogni supporto contenente ... suoni, voci
..., che reca la fissazione di opere o di parti di opere ... destinati
ad essere posti comunque in commercio o ceduti in uso a qualunque titolo a
fine di lucro. C'è chi distingue tra supporti mobili (cd, dvd, floppy,
nastri, ecc.) e supporti fissi per sostenere che la legge non
riguarderebbe questi ultimi. Se però per "ogni supporto" si intendesse
anche il disco rigido del server (e con la solita manfrina dei sequestri
che portano a processi che sfociano in sentenze di cassazione spesso
emesse da giudici impreparati, non mi meraviglierebbe che fra qualche anno
si arrivi a tanto) e l'autore intende vendere online le proprie canzoni,
ho timore che verrà escogitato un qualche marchingegno sostitutivo del
bollino. D'altra parte mi sembra strano che la Siae, ben sapendo che ormai
il cd musicale è virtualmente morto, abbia lavorato tanto per perseguire
dei privilegi che fra qualche hanno saranno solo archeologia.
20. Se il mio sito risiede in America devo pagare diritti alla
Siae? No. E per due ragioni: 1/ per il principio della territorialità;
2/ perché questo obbligo non esiste in ogni caso (con le riserve espresse
al punto 19). Ciò non significa che non deve pagare gli eventuali diritti
agli autori o ai loro aventi causa se questi sono viventi o morti da meno
di settant'anni.
21. Se sul mio sito inserisco dei file midi
devo pagare i diritti alla Siae? Prima facciamo una distinzione: si
tratta di opere protette (cioè gli autori sono viventi o morti da meno di
70 anni) o di pubblico dominio? Nel primo caso il formato midi non
esime dal pagamento dei diritti al compositore (ma solo a questo, o ai
suoi aventi causa), perché equivale a riprodurne la partitura. Nel secondo
caso non c'è nulla da pagare a nessuno. La sua domanda, però,
sottintende anche se sia necessario pagare una qualche forma di "bollino"
alla Siae. Anche in questo caso la risposta è doppiamente no. E questa
volta senza le riserve espresse al punto 19. Perché anche con la nuova
legge, i file midi (non essendo "registrazione" né "fissazione" di suoni,
ma solo un formato di scrittura delle partiture) non sono soggetti ad
alcun bollino, neppure se pubblicati su cd-rom. Né ha alcuna rilevanza il
fatto che il computer dotato di appositi programmi riesca ad "eseguirli",
sia pure con le limitazioni acustiche che fanno inorridire i musicofili
raffinati.
22. Se sul mio sito inserisco dei file di musica
classica devo pagare i diritti alla Siae? No (vedi però la risposta 19
di questa sezione). Neanche se i file sono in formato mp3. Ciò non
significa però che non debba eventualmente pagare gli autori (o i loro
aventi causa) se questi sono viventi o morti da meno di settant'anni.
23. Posso usare applet java trovate su Internet per il mio
sito? Le applet sono dei piccoli programmi estremamente utili e capaci
di dare alle pagine un aspetto molto attraente. In quanto programmi sono
soggetti al diritto d'autore e il loro uso non autorizzato è contro legge.
Mi rendo conto che sia molto difficile per l'autore scoprire se e chi
abbia utilizzato una propria applet magari con piccole modifiche. Ma
dico: costa molto inviare un 'email al webmaster e chiedere il permesso?
Posso assicurarvi che nel 99% dei casi il permesso non verrà negato perché
il fatto che altri usino un'applet, in un certo senso, è un piccolo
riconoscimento alla propria bravura. E poiché non si vive di solo
stipendio... Certamente, se volete utilizzare l'applet di un vostro
concorrente è probabile che vi dicano di no, ma è anche vostro interesse
differenziarvi al massimo dai vostri competitori.
24. Devo
levare dal mio sito la musichetta d’introduzione? Quante probabilità ho
che se ne accorgano? Quale musichetta? Chi è l'autore? Quanti secondi
dura? E' una musica ancora protetta? Vorrei che fosse chiara una cosa:
il problema non è "quante probabilità esistono che gli interessati se ne
accorgano", ma se l'uso della vostra musichetta di benvenuto è lecito
oppure no. Anche se nessuno se accorgerà mai, l'uso illecito di
qualcosa è sempre un illecito, quindi va evitato. Per quanto concerne
invece il merito, legga le risposte alle domande 16, 19 e 22.
25.
Se un sito è su uno spazio web gratuito e la persona che lo ha creato ha
dato uno pseudonimo, chi è responsabile del materiale illecito contenuto?
Responsabile del contenuto è sempre e solo il suo autore. Esattamente
come quando qualcuno fa una telefonata anonima d'improperi o per
commettere altri reati (ricatti, ecc.). Ma mentre l'anonimato
telefonico può essere scoperto solo mentre la telefonata è in corso
(quando viene scoperto), gli utenti di internet lasciano sempre delle
tracce poco delebili e con i dovuti controlli (che solo la magistratura
può autorizzare), alla fine l'anonimato viene smascherato.
26.
Posso mettere sul mio sito la caricatura di un personaggio famoso? Si,
la caricatura fa parte del diritto di critica. La caricatura, però non
deve essere diffamatoria, nel senso che non deve adombrare attributi
chiaramente falsi col solo risultato di danneggiare la persona
interessata. Ad esempio, se volete criticare un cantante perché lo
ritenete incapace non potete lasciare intendere che sia anche un ladro. La differenza tra critica e diffamazione è una linea molto sottile e
negli anni scorsi si sono verificati un paio di casi (Forattini-Craxi,
Forattini-D'Alema) che hanno fatto discutere.
Bollino Siae
1. Cos’è il bollino Siae? A che cosa serve? Secondo la Siae
che ne ha fatto una specie di dogma di fede, "il bollino è uno strumento
di lotta alla contraffazione: la sua assenza, infatti, indicherebbe che si
è in presenza di un prodotto pirata". Francamente non condivido tanta
sicurezza e per il semplice motivo che falsificarlo è un gioco da ragazzi,
trattandosi di un normale foglio di carta metallizzata con un motivo
geometrico punzonato tipo pseudo ologramma e una scritta in inchiostro
nero e azzurrino. Penso che i falsificatori di mestiere, la prima cosa che
copiano è proprio il bollino. Di fatto, poiché, questo non è gratuito
(pensate che, a titolo di rimborso spese, gli editori debbono pagare 100
lire per bollino!) per la Siae questa diventa una manna. Si calcola che
con una produzione di circa 20 milioni di cd software all'anno, la Siae si
beccherà un paio di miliardi l'anno senza colpo ferire: ossia il 60% di
più di quanto percepisca dai duplicatori la Philips che i CD-Rom li ha
inventati. Starà poi agli editori di software (e di riviste)
industriarsi per recuperare questi nuovi oneri che fanno aumentare il
costo dei CD tra il 30 e il 35%, magari aumentando i prezzi di listino (o
di copertina) a tutto svantaggio degli utenti. Forse Le interesserà
sapere che il bollino esiste solo in Italia e, in modo diverso. in
Giappone.
2. Devo mettere il bollino Siae anche su un cd
masterizzato da me che contiene, ad esempio, la mia tesi scritta in word? No per due motivi: primo perché il bollino non è mai richiesto se il
cd contiene solo file di testo o file di testo e immagini fisse (non in
movimento); in secondo luogo perché la sua tesi non è destinata ad essere
posta in commercio né ceduta a fine di lucro.
3. Se masterizzo
un cd e me lo porto dietro, devo metterci il bollino Siae? No. Perché
il bollino è richiesto solo per i cd destinati ad essere posti in
commercio o ceduti a fine di lucro.
4. Sono un programmatore e
il mio lavoro consiste nel realizzare e vendere software. Debbo mettere il
bollino Siae anche sui cd dei programmi che realizzo per i miei clienti? A rigore di legge si. Almeno che, invece di consegnare i suoi
programmi su cd, non li spedisca al cliente per email lasciando all'utente
l'onere di portarli su supporto magnetico.
5. Se regalo a
qualche mio amico un cd masterizzato da me contenente opere mie senza
bollino compio un reato? No, sintanto che il cd viene ceduto
gratuitamente.
6. I bollini vanno messi anche sui floppy? Cd, Dvd, floppy, nastri non fanno differenza alcuna. La legge prevede
il bollino per qualsiasi tipo di "supporto contenente programmi per
elaboratore o multimediali nonché su ogni supporto contenente suoni, voci
o immagini in movimento, ... destinati ad essere posti in commercio o
ceduti ...a fine di lucro".
7. I bollini vanno messi anche
sulle cassette? Anche sulle cassette (vedi risposta precedente).
8. Quando è necessario mettere un bollino? Il bollino va
apposto se ci sono dei presupposti soggettivi (editori di software, libri
e riviste), di contenuto ( programmi per elaboratore o multimediali, o/e
suoni, voci, immagini in movimento) e la finalità commerciale (vendita,
cessione di licenza d'uso, noleggio per l'uso). Non è quindi necessario se
il supporto contiene solo dati (testi, fogli elettronici, database, ma non
le banche dati, immagini fisse, file musiccali Midi) o se la cessione non
avviene a titolo di vendita o per lucro. Pertanto non colpisce la cessione
di copie di programmi di pubblico dominio, open source o con licenza gpl,
a condizione che non ci sia "vendita". Ritengo che non debbano mettere il
bollino neppure le compagnie telefoniche e i provider che diffondono
gratuitamente dei cd contenenti dei kit per l'accesso gratuito a internet.
Almeno che anche la cessione gratuita da parte di queste aziende non venga
intesa come una operazione non del tutto altruistica che alla fine
dovrebbe portar loro un utile. Staremo a vedere come la norma verrà
applicata.
9. Se io distribuisco il contenuto di un foglio
elettronico e lo spedisco agli agenti di vendita devo inserire il bollino? No per due ragioni: 1/ non si tratta di contenuto soggetto al
bollino;2/ manca il fine del lucro (almeno quello immediato).
10. Se canto una canzone in compagnia di amici devo pagare i
diritti d’autore? No, perché non vi state esibendo in un concerto.
11. Se suono la chitarra in spiaggia attorno ad un falò
ascoltato da persone che non conosco devo pagare i diritti d’autore? No, perché neanche Lei si sta esibendo in un concerto.
12.
Perché per la festa del mio matrimonio ho dovuto pagare i diritti alla
Siae? La ragione è che il suo viene considerato alla stessa stregua di
uno spettacolo pubblico. Personalmente trovo la cosa un bizzarra, ma è
così.
13. Se un programma è distribuito gratuitamente con
licenza gpl occorre mettervi un bollino? Se lo distribuisce una
rivista (che si suppone allega i cd per aumentare le vendite, quindi a
scopo di lucro), sì. Se invece la distribuzione avviene a titolo
totalmente gratuito anche da parte di associazioni o privati, no.
14 La Siae è un organismo pubblico? E' un "ente pubblico a
base associativa".
Comportamenti personali
1. Posso
fotocopiare un articolo di una rivista e darlo ad un mio amico? Si,
perché gli articoli di giornale non sono protetti. In effetti gli editori
di giornali hanno fatto il diavolo a quattro per ottenere che anche sulle
fotocopie delle rassegne stampa venisse applicato il bollino che avrebbe
portato nelle loro tasche l'equivalente d'una mancia ad un cameriere
d'albergo. Il luccichio di questo miraggio forse spiega l'atteggiamento
silenziosamente benevolo dei nostri soloni della politica. All'ultimo
momento, tuttavia, la norma è stata cassata. Con grande scorno di molti
commentatori politici e della stessa Fieg.
2. Posso scaricare
file mp3 gratuiti dalla rete da siti legali (come Vitaminic) masterizzarli
e tenerli in casa? Se sono gratuiti, sì. Se invece sono file pirata,
no.
3. Posso regalarli a qualche amico? Vale quanto ho già
detto prima: se sono gratuiti, si. Se invece sono file pirata, no.
4. Posso passare ad un mio amico un dischetto di programmi
allegato ad una rivista perché anche lui li usi? Si, perché chi cede i
permessi di riproduzione del proprio software alle riviste si propone di
ottenerne la massima diffusione al fine di fare apprezzare il proprio
lavoro e poi convincere gli utenti a comprare le versioni più complete o
più nuove. Questa forma di promozione, cominciata con il cosiddetto
shareware, si è rivelata vincente ed oggi anche le grandi case la
utilizzano regolarmente.
5. La fotocopia di un libro non è
un’operazione lecita: ma se io lo scannerizzo e ne faccio la copia su un
disco? Dipende da cosa si intende per scannerizzazione e dall'uso che
se ne intende fare. Se per scannerizzazione intende la cattura delle varie
pagine in formato grafico (gif, jpg, ecc.) nel momento in cui dovesse
stamparle su carta il risultato non sarebbe diverso alla fotocopia
diretta, pertanto tale operazione è da ritenersi chiaramente illegale,
almeno che non vengano applicati i bollini Siae come previsto dalla legge. Se invece si intende la digitalizzazione del testo per mezzo di
programmi di riconoscimento ottico dei caratteri (ocr), l'operazione è
lecita se l'obiettivo è di lavorarci su (ad esempio per preparare una tesi
di laurea con la critica all'opera scannerizzata). Se invece l'obiettivo è
solo quello di aggirare lo scoglio dell'obbligo di apposizione dei bollini
Siae sulle pagine riprodotte l'operazione è illecita. Tuttavia, non
trattandosi di fotocopie né di xerocopie né di altro tipo di riproduzione
fotografica su supporto cartaceo, non c'è l'obbligo di mettere alcun
bollino: peccato che l'ignoranza dei parlamentari che più si sono battuti
per questa norma (e dell'esercito di consiglieri che li ha perseguitati
per sei anni perché recepissero le istanze dei propri datori di
consulenza) non abbia consentito loro di distinguere tra "fotocopia,
xerocopia o analogo sistema di riproduzione" e l'ocr. Questo incidente
di percorso la dice lunga di quanto poco abbiano compreso quello che ci
sta preparando il futuro e di come non passerà molto tempo perché questa
legge venga considerata soltanto uno degli ultimi colpi di coda di
un'industria (e d'una classe burocratica e politica) incapace di
rinnovarsi per entrare nella Nuova Economia.
6. Quanto rischio
ad avere in casa dei dischi di musica pirata scaricati da internet? In
teoria molto. In pratica quasi nulla. Mi spiego: poiché le copie illegali
di musica sono praticamente in tutte le case è materialmente impossibile
che i gip di tutta Italia si scatenino ad autorizzare ispezioni a tappeto,
mettiamo, in tutte le case dove abitano giovani tra 18 e 30 anni. Potrebbe succedere, però, che a seguito di un controllo stradale la
polizia trovi tutto a posto, tranne quel cd duplicato abusivamente che
stavate ascoltando a tutto volume e del quale non potete dimostrare di
possedere anche la versione originale. I guai cominciano allora. Con la
nuova normativa, infatti, detenere musica pirata comporta una sanzione
pari al doppio del prezzo di mercato del cd copiato, e comunque non
inferiore a Lire 200.000, ma può salire a 2 milioni se il prezzo
dell'opera originale non è determinato. Oltre al sequestro del materiale
incriminato.
7. Quanto rischio ad avere in casa prodotti
software copiati illegalmente per uso personale? Col software il
rischio è lo stesso di quello che si corre con la musica illegale: una
sanzione pari al doppio del prezzo di mercato del cd copiato, e comunque
non inferiore a Lire 200.000 (ma salire a 2 milioni se il prezzo
dell'opera originale non è determinato), oltre al sequestro del materiale
incriminato.
8. Quanto rischia la mia azienda per le copie di
software illegali? La vera novità della legge consiste proprio
nell'avere introdotto il principio dell'uso per profitto a scopo
imprenditoriale: un concetto nuovo che si affianca a quello del lucro
(solitamente connesso con attività commerciali) e che è stato
fortissimamente voluto dalla BSA, l'associazione delle multinazionali del
software, Microsoft in testa. L'obiettivo è quello di colpire quegli
utenti aziendali che , invece delle multilicenze, comprano una o due copie
d'un software e poi lo installano su decine di pc. Incrociando i dati
delle schede di registrazione con quelli delle tante banche dati sulle
imprese, è possibile individuare questi multiutenti occulti e fare in modo
che si mettano in regola. L'aspetto negativo della legge è l'eccessiva
severità della condanna e il fatto di confondere un fatto di sostanza come
la produzione e l'uso di copie legali con un elemento formale come
l'apposizione del bollino. In soldoni si rischia la reclusione da sei
mesi a tre anni e una multa da cinque a trenta milioni di lire (un minimo
di due anni e trenta milioni nei casi più gravi): ossia parecchio di più
della bancarotta semplice, tanto per non citare che uno dei più frequenti
e gravi reati societari. La stessa pena si applica -anche se non si
sono fatte copie illegali- se l'utente-azienda ha cercato di scavalcare o
forzare una protezione hardware ("dispositivi applicati"). Probabilmente
l'obiettivo dei lobbisti era di maggiore respiro: pare infatti, che
puntassero a colpire anche l'eliminazione delle protezioni software e il
reverse engineering. L'espressione usata nella stesura finale, però, è
chiara e parla solo di "dispositivi" (termine usato soltanto in diritto e
in meccanica) e "applicati" che sottintende chiaramente le chiavi hardware
applicate solitamente alla porta seriale. Oggi, tuttavia, esistono
numerosi software liberi o con licenza gpl (dal sistema operativo Linux
alla suite per ufficio StarOffice disponibile anche per Windows e
compatibile con tutti i prodotti Microsoft, agli antivirus completamente
gratuiti) per cui è facile affrancarsi dall'arroganza di tante
multinazionli del software.
9. Quanto rischio ad usare per
lavoro software copiato illegalmente? Se l'uso del software è stato
deciso dall'azienda e lei è ignaro del fatto, non rischia nulla. Se,
invece, è cosciente che si tratta di software illegale, giuridicamente non
corre ugualmente alcun rischio, ma c'è una lontana possibilità che qualche
giudice troppo zelante ravvisi nel suo comportamento una forma di concorso
nel reato, anche se - come dirò tra poco- nel caso del dipendente manca la
motivazione del profitto. Diversamente, se l'azienda non sa nulla, o
ha provveduto a fornirle dei software equivalenti legali che a lei non
piacciono per cui ha deciso autonomamente di usare copie abusive di
programmi, chi ne risponde è lei, ma tale comportamento equivale all'uso
personale, dato che lei personalmente non trae alcun profitto d'impresa.
Ovviamente la direzione aziendale non può essere chiamata a risponderne
per il principio della responsabilità personale dell'illecito penale,
anche se poi qualcuno tenterà di invocare la condanna dell'imprenditore
per la mancata vigilanza .
10. Posso usare in uno studio
professionale software gratuito fornito con una rivista? Dipende dalla
licenza d'uso concessa dal produttore. Alcuni software pubblicati dalle
riviste sono completamente gratuiti e il loro uso non comporta alcun
obbligo né limitazione. Sono i cosiddetti "freeware", quelli con licenza
gpl e le vecchie versioni (cioè di uno o due anni prima) di prodotti
commerciali anche abbastanza noti e costosi. Se usate questi programmi non
correte alcun rischio. Altri programmi pubblicati dalle riviste,
invece, contengono delle versioni a tempo, per cui trascorso il periodo
indicato nella licenza, indipendentemente dal fatto che il software
continui a funzionare, è illegale continuare ad utilizzarli senza pagare
agli autori (normalmente via internet e senza gli orpelli del bollino
Siae) il giusto dovuto. Infine ci sono programmi, come parecchi
antivirus, il cui uso è gratuito a fine personale, ma non in ambito
aziendale. Pertanto, quando installate un programma, fate attenzione
ai termini esatti della licenza che solitamente compare nelle prime
schermate (purtroppo quasi sempre in inglese, ma questa circostanza non è
una scusante), anche perché per proseguire nell'installazione normalmente
vi si chiede di cliccare su un bottone con quale confermate di averne
preso visione e di accettarne tutte le clausole.
11. Le
copie illegali di musica che ho in casa e che avevo registrato prima
dell’entrata in vigore di questa legge le devo distruggere? La nuova
legge non cambia nulla: ciò che era illegale prima rimane illegale anche
ora. Se Lei si è limitato a fare delle copie di cd regolarmente acquistati
per suo uso personale, può continuare a tenerli, se invece ha copiato dei
cd acquistati da altri non poteva farlo prima e neppure ora. Conservare
questi cd era e rimane illegale. Gli unici cd che può tenere e duplicare
sono quelli i cui autori abbiamo rilasciato delle distribuzioni libere.
Ancora non sono molte, ma nei prossimi anni aumenteranno a vista d'occhio.
12. Anche i testi delle canzoni hanno la stessa tutela della
musica? I testi sono protetti esattamente come la musica e qualsiasi
altra opera dell'ingegno. Da notare che per quanto riguarda la durata
della protezione, se i testi sono stati scritti espressamente per quella
composizione (ad esempio i libretti delle opere liriche), la protezione
dell'intera opera (musica più testi) dura fino al settantesimo anno dalla
morte del compositore o del librettista, secondo chi sia stato l'ultimo a
passare a miglior vita.
13. I funzionari Siae possono entrare
in casa mia? E in un locale pubblico? Per effettuare un'ispezione in
una abitazione privata occorre un esplicito e formale mandato del giudice
per le indagini preliminari il quale lo emette su richiesta degli organi
investigativi preposti solo se c'è un fondato fumus di reato (ad esempio
la denuncia o la segnalazione credibile che in quell'abitazione si
effettua la duplicazione di copie illecite su scala industriale). In
un locale pubblico, invece, appunto perché pubblico, può entrare chiunque,
quindi anche quanti siano investiti di funzioni ispettive.
14.
Posso fare copie di sicurezza dei programmi che acquisto? Non esiste
alcun divieto alla effettuazione di copie di sicurezza, che appunto perché
tali possono essere tenute anche in luogo diverso da quello nel quale
vengono normalmente utilizzate. In caso di incendio, ad esempio, si
perderebbero gli originali e le copie.
15. Le copie di
sicurezza fatte di programmi le posso prestare ad amici? No. Le copie
di sicurezza sono utilizzabili solo in caso di emergenza. Nel momento in
cui vengono "prestate" (immagino per caricarle su altri computer e non per
farle ammirare), indipendentemente dalla motivazione iniziale che era
quella della sicurezza, diventano delle normali copie abusive, quindi
illegali.
16. Posso istallare su più computer miei i programmi
acquistati? Dipende. Ci sono dei programmi la cui licenza d'uso è
concessa per un solo computer (o comunque per il numero di pc precisato
dal fornitore). Questi programmi, come la licenza per un sistema
operativo, non possono essere copiati su un numero di pc superiore a
quello fissato dalla licenza d'uso. Nella maggior parte dei casi,
tuttavia, la licenza d'uso è conferita all'utente indipendentemente dal
numero di computer sui quali viene installato il programma. Quello che
conta è il numero degli utenti (uno o più) che non deve superare quello
precisato nella licenza del produttore. Pertanto, se non è
espressamente vietato dalla licenza d'uso o da particolari protezioni
adottate dal produttore (lock hardware, riconoscimento del disco rigido) ,
è possibile installare il programma anche su più computer purché siano
tutti a disposizione e utilizzati da un unico utente, come può essere il
caso di un programma installato contemporaneamente su un pc portatile e un
pc da tavolo, o di taluni programmi di grafica che, ad esempio, richiedono
tempi molto lunghi per il rendering. Avendolo su due pc, lo stesso utente
può continuare a lavorare su un progetto mentre un altro pc elabora il
rendering di un progetto precedente.
17. Posso personalizzare
la suoneria del mio cellulare con una canzone famosa? Se chiedete ad
un discografico probabilmente vi dirà di no. La legge tuttavia non
prevede questa specifica utilizzazione, che potendo essere assimilata alla
copia personale d'un cd regolarmente acquistato, è da considerare
pienamente legittima. Si può eccepire, però, che non è possibile
mettere nel cellulare una canzone di cui non si possiede una copia legale;
ma se ne è effettuata la registrazione, ad esempio, da una radio o da una
trasmissione tv? In ogni caso è molto difficile affermare che l'uso d'una
canzone come suoneria di cellulare possa costituire un mancato guadagno
per il cantante e il compositore, anche perché fino ad oggi non è
possibile fare girare un cd sul cellulare. In un certo senso è tutta
pubblicità gratuita. Per il futuro vedremo.
18. Posso
registrare un film alla televisione per poi vedermelo con degli amici? Si, è possibile in quanto si tratta di una visione differita del film
trasmesso alla tc . Bisogna tenere presente che questa visione,
comunque, non è gratuita: l'utente infatti, in forza della legge numero 93
del 1992, con il prezzo d'acquisto della videocassetta vergine ha pagato
una "levy" del 5% del prezzo all'ingrosso, che è una specie di tassa a
favore degli autori, dell'industria cinematografica e del video al fine di
compensarli per i mancati guadagni derivanti dalle registrazioni dalla tv.
Tale “levy” viene pagata direttamente dai produttori anche sulle
videocassette vergini utilizzate per registrare scene familiari o le
vostre vacanze. Una tassa analoga (riscossa dalla Siae) esiste anche
per le cassette musicali e per i registratori audio.
19. Posso
portare in giro con me un film registrato alla televisione? Certamente. Anche questo caso rientra nella nozione di "visione
differita" del film trasmesso in tv.
20. Posso registrare un
programma alla radio? Certamente. Anche questo caso rientra nella
nozione di "ascolto differito" del programma trasmesso.
Tutela del proprio lavoro
1. Io sono il
webmaster di una amministrazione comunale, volevo sapere che diritti ho
sul materiale che ho sviluppato in circa un anno e mezzo di lavoro. Nel
momento in cui ci sarà una nuova amministrazione, si potrà tenere il sito
pur non rinnovandomi la convenzione o potrò rivendicare qualche diritto
sul mio lavoro? Posso mettere il copyright sul mio lavoro? Bisogna
vedere il contratto che Lei ha stipulato con l'amministrazione. Fermo
restando il diritto morale al riconoscimento del fatto che Lei ne è
l'autore, se non pattuito diversamente (nel contratto, ma dubito che il
committente accetti pattuizioni diverse) il proprietario del sito e di
tutte le righe di codice è il Comune per il quale Lei sta lavorando. Colgo
l'occasione per precisare che il titolare del diritto sul sito è il
Comune, e non l'amministrazione in carica come sembra che Lei pensi. Se Lei vuole mantenere un qualche diritto, dovrebbe fare accettare al
suo committente un contratto di licenza d'uso sul sito da Lei sviluppato e
precisare chiaramente che sia i contenuti che il codice html (o altro)
sono di sua proprietà.
2. Se io volessi mettere in rete alcuni
miei racconti come faccio a tutelarmi contro chi potrebbe "rubarmeli" ? Cosa intende per "rubare"? Che qualcun altro se ne attribuisca la
paternità? Oppure che qualche altro sito li metta online, ma citando il
suo nome come autore dei racconti? Nella prima ipotesi, l'importante è
potere sempre dimostrare la priorità della sua scrittura: un argomento
incontrovertibile in quanto, almeno che non si riesca a viaggiare nel
tempo, è impossibile copiare un'opera che deve essere ancora scritta. A tale scopo Le suggerisco di inviarsi il testo (o il floppy) dei suoi
racconti per raccomandata con ricevuta di ritorno e di non aprire mai la
busta in modo da poterla depositare intonsa davanti ad un notaio (o il
giudice) in caso di necessità. Nella seconda ipotesi non vedo di che
cosa lamentarsi: se lei pubblica i racconti sul suo sito è perché ha
piacere che gli altri possano leggerli, per cui se qualche altro li
diffonde (ovviamente riconoscendola come il legittimo autore) dovrebbe
solo mandargli un'email di ringraziamento. Quanto sto dicendo, però,
non vale se lei è un autore affermato e, mettendo le sue opere online,
intende solo attrarre visitatori per il suo sito, oppure se poi intende
vendere tutta la raccolta di racconti online.
3. Se mi accorgo
che qualcuno ha copiato dei miei testi come posso tutelarmi? Come
prima cosa cercherei di contattare il copione e trovare un accordo tra
gentiluomini. Se ciò non è possibile, non resta che rivolgersi ad un
avvocato e intentare un processo. Prima di iniziare, però, ci pensi bene:
in Italia i processi sono lunghi e, se Lei non è uno scrittore affermato,
non si illuda di prendere grandi risarcimenti, tranne quelli morali. Nel
nostro sistema giudiziario, che sembra concepito più per giustificare i
redditi dei giudici e degli avvocati, alla fine potrebbe spendere più del
risarcimento pecuniario ottenuto. Nella mia esperienza, ho intentato e
vinto forse il primo processo della storia giudiziaria italiana per un
caso di copiatura di software. Il processo di primo grado davanti al
tribunale di Roma è durato sette o otto anni e, quando si è arrivati alla
sentenza di condanna, la società pirata aveva fatto in tempo a mettersi in
liquidazione (anche se per la cronaca vive tutt'ora ai margini della
legalità editoriale sotto diversa denominazione), sicché quei pochi
spiccioli che siamo riusciti a recuperare non sono stati sufficienti
neppure a coprire la metà della parcella dell'avvocato.
4. Il
mio sito può essere tutelato? Il suo sito è già tutelato dalle leggi
esistenti. Anzi, c'è forse un eccesso di tutela e dei movimenti tendenti a
ad accentuarla ancora di più che rischiano di trasformarsi in boomerang
capace di congelare il progresso informatico e lo spirito d'innovazione.
Mi riferisco in particolare a quanti vogliono introdurre la brevettabilità
del software e a tutte le pastoie burocratiche di questa nuova legge sul
diritto d'autore che certamente renderanno più difficile la circolazione
del software gratuito e a sorgente aperto.
5. E' lecito il
framing? Per framing si intende la visualizzazione delle pagine d'un
sito all'interno del proprio. Poiché, diversamente dal deep link, i
contenuti del sito lincato con questo sistema sono completamente visibili
e non è possibile non comprendere chi è il vero creatore delle pagine
visualizzate, se nel sito lincato non viene esplicitamente vietato, si
deve intendere che il suo framing è consentito.
6. Posso
tenere nel mio disco rigido il mirror di un sito? Si, perché equivale
a videoregistrare un film per vederlo in differita.
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